18/8/2010

Pensieri agostani

Vengo al lavoro tutti i giorni, spinto più dall'abitudine che da una responsabilità contrattuale. Tutti gionri dal lunedì al venerdì. Le stagioni si susseguono. Io invecchio. Mi ammalo. Guarisco. Non ce n'è un reale bisogno. Potrei venire un giorno o due, lavorare a testa bassa come un indemoniato e poi tenermi il resto del tempo per me. Studiare. Leggere. Cazzeggiare.

Ma per il momento non ci riesco. Sono prigioniero del ritmo, talvolta devo dire molto lento, del mio lavoro. Un ritocco qui. Una correzioncina là. Dovrei cambiare. Ma ho paura.

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