20/8/2007

Pagare tutti per pagare meno

E così il vaticano (stato straniero) ci viene a ricordare che dobbiamo pagare le tasse. A parte il fatto che questo richiamo ha lo stesso valore che avrebbe se ci venisse fatto da un personaggio politico tedesco oppure francese, ma lasciamo perdere le sottigliezze, che sottigliezze non sono; il fatto sta che la chiesa per ciò che riguarda i privilegi fiscali non è seconda a nessuno. Di fatto è come se un evasore (evasore legale, beninteso, nella misura in cui non paga in quanto soggetto per legge ad un regime agevolato) ci venisse a ricordare i nostri doveri fiscali. Beh, non so quanti resisterebbero alla tentazione di un bel vaffa...

Commenti

oskis (9/1/2007)

nn centra nulla ma nn trovo la tua mail.ti faccio un domandone da esperto r'n'r (trsloco permettendo...):potresti mandarmi i titoli dell'EP della bandamanera che mi avevi fatto?tra l'altro mi piacerebbe procurarmi l'originale, si trova?PS anche io reduce da un trasloco di pochi isolati fatto da me e babbo settantenne...no ascensore, sì strappo muscolare, che supperggiovani.

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16/8/2007

Sudare come una 'Besta'

La libreria Besta è trasportabile con un carrello a 2 ruote! Chi non vive a Venezia non si porrebbe mai un simile problema e non potrebbe gioire di una simile scoperta (ed un po' lo invidio), ma chi ha la ventura di vivere nella città lagunare deve saper affrontare un trasloco munito di un equipaggiamernto adeguato. Soprattutto se tra la vecchia casa e la nuova c'è solo un ponte (e che cosa volete che sia un ponte?, già, che cosa volete che sia, sgrunt!).

Insomma, un giro dopo l'altro tutto quanto sta passando di casa in casa. Già solo nella giornata di ieri, in una Giudecca deserta il cui silenzio era rotto solo dal cigolio del mio carrellino e dai mei respiri affannosi mentre lo tiravo su a braccia sul singolo ponte (e che cosa vuoi che sia un ponte?) una quantità notevole di libri, album di foto, vestiti, soprammobili è passata nella nuova casetta. Oggi secondo round: giornata fotocopia di quella ieri. Casa, cigloio, ponte (e che cosa vuoi che sia un ponte?), cigolio, casa e ritorno, giusto in tempo per essere accolto da Claudia con in braccio una scatola fresca fresca di confezionamento.

Per fortuna la sera mi consolavo con la mia birretta artigianale, le cui scorte, in rapidissima diminuzione, mi hanno convinto a mettere su un nuovo barilotto a fermentare.

Per il resto c'è l'ho fatta a scappare due giorni a Sauris, piccolo gioiellino di paese di montagna nel cuore della Carnia, dove ho messo alla prova la tenuta della mia caviglia distorta, che dà buoni segni di miglioramento.

Del romanzo che ho letto in questo periodo (il complotto contro l'america di Philip Roth) vi dirò, ponte permettendo, in uno dei prossimi giorni.

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10/8/2007

Bill Withers greatest hits

Il giro di artisti della black music è immenso. Avere anche solo una discreta idea dei confini del genere è già un'impresa notevole. Aggiungiamo poi che gran parte della produzione in quell'ambito mi dice abbastanza poco: è musica piacevole e nulla più.

Poi però mi sono imbattuto in un disco che dice qualcosa di più. Forse è solo infatuazione momentanea, forse no.

Il soul/r'n b di Bill Withers è godibilissimo ed il greatest hits che mi aveva prestato Neva (brava Neva!) sta andando nelle mie cuffiette che è un piacere.

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2/8/2007

Aquarius e gli aquariani

Vi capita qualche volta di sorprendervi a canticchiare il jingle di una pubblicità? Sarò mentalmente fragile, lo ammetto, ma negli ultimi tempi mi è capitato più volte di intonare senza alcun motivo, giusto per tenermi compagnia, magari mentre cucino solo in casa oppure stendo il bucato, i motivetti pubblicitari di Grand soleil, il nettare degli dei (sorbetto della Ferrero), oppure la versione della celebre canzone Aquarius, tratta del musical Hair, che ultimamente fa da commento sonoro allo spot della omonima acqua.

Non vorrei andarmi ad impegolare nei soliti discorsi sugli effetti subliminali della pubblicità, sulla nocività del martellamento o i danni del rincoglionimento mediatico-consumistico.

Diversamente quello che mi domando è quanti sappiano da dove arriva la canzoncina di dello spot (ho fatto un minisondaggio tra gli amici: nessuno lo sapeva). Quanti sappiano qualcosa di cosa sia la cosiddetta era dell'aquario e che cosa essa porterebbe secondo certe schiere di astrologi e esoterici. Non per una questione di cultura, sia chiaro, ma dal punto di vista del marketing e dell'efficacia del messaggio pubblicitario stesso.

Cercherò di essere più chiaro: se uno sente lo spot sapendo che cosa è l'aquarianesimo e conosce il musical hair, lo spot avrà per lui un certo valore, con una stratificazione di significati piuttosto profonda e di conseguenza il messaggio avrà una certa efficacia.

Ma se, al contrario, chi riceve il messaggio non sa nulla di tutte queste cose, è probabile che si limiti a constatare la stranezza del messaggio, la canzoncina bislacca e l'immaginario fuori di testa dello spot.

Certo siamo ad anni luce dallo spot di Uliveto, che tirando in ballo le due celebrità (miss Italia e Del Piero) puntano al pubblico più vasto possibile. E proprio per questo sarebbe carino sapere le implicazioni in termini commerciali delle due diverse strategie.

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