
14/7/2010
Estate e fumetti Marvel
Estate. La cosa più tragica del mondo. Fa male ai ghiacciai, fa male pure a me, ma soprattutto alle cose che mi metto addosso, che sono costrette ad infradiciarsi del mio sudore. Eppure l'estate, con le sue notti agitate e la scarsissima voglia di lavorare che logicamente porta con sé, è un momento in cui spesso mi viene nostalgia di qualcosa del passato e mi do da fare per riscoprirlo. Quest'anno è toccato ai fumetti Marvel.
Grazie alla collana portate in edicola dalla Gazzetta dello sport/Corriere della sera, ho riscoperto personaggi che fanno parte della mia epica personale, di quel pantheon minore di figure mitiche della cultura pop la cui frequentazione mi ha fatto passare ore liete nella mia gioventù. Tra questi il Devil di Frank Miller, I fantastici quattro disegnati dal "re" Jack Kirby, Excalibur di Alan davis, la saga di Fenice raccontata in X-men da Byrne. Proprio oggi ho preso il volume dedicato a Thor.
Contrariamente agli albi appena citati, quest'ultimo non contiene storie che ho già letto. Sono storie recenti (2008/2009), e questa loro carateristica mi incuriosisce. Come è cambiato il modo di narrare per immagini del fumetto supereroistico americano in questi 10 anni in cui me ne sono quasi del tutto distaccato? Sono curioso. Mi imbatto subito in un Loki androgino che mi ricorda Marylin Manson. Che sia il caldo? Il mio cervello si rifiuta di avere a che fare con prodotti culturali più alti.