31/7/2009

Mare della tranquillità

Qualche giorno fa si celebravano i 50 anni dallo sbarco dell'uomo sulla luna. Il celebre piccolo passo per l'uomo che avrebbe dovuto rappresentare anche un grande passo per l'umanità, secondo quanto proclamato via radio da Neil Armstrong, che il piedino sul suolo lunare (a quanto ci garantiscono) l'ha effettivamente posto.

Eppure non trovo difficoltà a condividere i dubbi che da più parti sono stati sollevati sul fatto che lo sbarco sia effettivamente avvenuto, e non dico questo per fare la solita dietrologia cospirazionista. No. I miei dubbi si basano proprio su quanto è avvenuto dopo lo sbarco: non mi pare che il grande passo sia stato fatto, tutto qui.

Consumiamo di più. Sporchiamo di più. Ma le tecnologie che stanno alla base della nostra vita sono grosso modo le stesse di 50 anni fa. Bruciamo combustibili fossili ora come allora. Insomma non vedo questo grande passo. Non mi pare che da allora ci sia stata più solidarietà internazionale, più voglia di trovare nuovi stili di vita.

Un grande passo per lui, Armstrong, che ha fatto carriera ed è diventato il simbolo dello sbarco. Mentre di Buzz Aldrin (l'eterno secondo) colui che ha posato il piede sul suolo lunare per secondo di conseguenza, si ricordano in pochi. Ma l'umanità fa passi avanti solo quando il progresso è per tutti. Lo sbarco sulla luna invece è il classico esempio di una cosa che, lungi dall'accomunarli, al contrario separa gli uomini: da una parte chi ha fatto una cosa e dall'altra tutti quelli che non hanno la possibilità di farlo. Armstrong sulla luna da primo, Aldrin da secondo e tutti gli altri quaggiù a sognare il Mare della Tranquillità.

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14/7/2009

Vacanza

Sono in vacanza in montagna da 10 gg e sto troppo bene. Fosse per me non tornerei giù a sudare fino a settembre inoltrato. Passeggio, giro in MTB, porto la bimba a zonzo. Cucino, dormo e mi godo la vita come non mi capitava da tempo.

La vacanza nella casetta in montagna mi mancava da troppo tempo. Svegliarmi alle 5 per sbirciare dalla finestra i colori dell'alba. Buttare due cose nello zaino e partire su per i boschi fino a raggiungere i ghiaioni ai piedi delle grandi pareti verticali. Guardare la mole mostruosa del Pelmo emergere fumante dalle nubi nella luce plumbea di un temporale. Restare a bocca aperta di fronte alla possente nord del Civetta che precipita per 1000 metri di assoluta verticalità mentre lungo le sue vertiginose pareti un rapace risale sfruttando le correnti ascensionali.

Mi mancava questa quiete. Non so come ho fatto a stare senza tutto questo tempo. Il mordi e fuggi delle gite del weekend non dà niente di tutto questo, anche se toglie la voglia di spazi fino alla domenica dopo.

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