
27/7/2005
Quattro dischi
Ho passato gli ultimi tempi ad ascoltare prevalentemente jazz, pensando a quando avrei avuto di nuovo voglia di tuffarmi nell'ingenuità un po' cazzona del rock'n roll. Ultimamente però ho avuto il classico (ormai mi conosco) ritorno di fiamma e mi sono invaghito, in sequenza, dei seguenti quattro dischi.
Green day, American Idiot
Piace fin dal titolo e dalla copertina il lavoro di questi tre californiani. Invecchiano, ma dai video non si direbbe, e maturano bene. Già Warning mi era piaciuto non poco, ma qui si superano. Il disco si propone di essere un concept, e a leggere i testi molti hanno scomodato somiglianze con Zen Arcade degli Husker Du. Su questo non mi pronuncio. C'è tristezza, solitudine, difficoltà ad adattarsi alla vita, tanta rabbia.
Musicalmente è il punk-rock di marca Green day ai massimi livelli. Tra i brani spiccano le due mini suite da 9 minuti Homecoming e Jesus of suburbia: cambi di tempo, melodie appiccicose, energia a tonnellate.
The chemical brothers, Push the button
Meno ossessivi di altre volte, i fratelli chimici tirano fuori un'altra serie di composizioni da tener svegli anche i morti. Quando li visti dal vivo a Trieste poco tempo fa in occasione del festival Isle of MTV ho avuto l'impressione che dal vivo non facciano altro che mettere a tutto volume un loro cd. Ma saranno state lo splendido spettacolo di luci, oppure l'atmosfera caotica ed etilica della serata, mi sono piaciuti ugualmente. Su tutte spicca The Boxer, con un ritmo funky da spaccare i muri. A loro modo ormai sono un classico.
Foo Fighters, In your honor
Dave Grohl, eccolo ancora qui! Non gli è bastato picchiare le pelli seduto dietro la batteria del gruppo-rock fenomeno degli anni novanta: i Nirvana di Cobain, quelli sì che già sono un classico. Continua col suo progetto a sfornare dischi, questa volta addirittura un doppio. Uno elettrico e rock, l'altro acustico e composto di ballad. Ne risulta un lavoro un po' prolisso, ma niente male, che (forse sto invecchiando) proprio nella parte acustica fa sentire il meglio. Si sente tutto il background dell'uomo: metal, punk, e talvolta pure i Nirvana (l'acustica Friend of a Friend). Insomma il disco funziona, non è un capolavoro ma si fa ascoltare con gran goduria. L'apertura del disco elettrico fa rizzare i peli sulle braccia dalla potenza.
Oasis, Don't believe the truth
Vedo già molti storcere il naso. Ma chi mi conosce bene sa che io amo alla follia Definitely Maybe, il loro esordio del 1994. Lo so, sono antipatici come il mal di pancia. Per giunta si ripetono alla morte ormai da tempo. Eppure questo ultimo disco mi piace. Rock, semplicemente. Nonostante tutti insistano con la somiglianza coi Beatles io li sento sempre più vicini agli stones (qualcuno ha notato la somiglianza tra Lyla e Street fighting man). Il disco ha dei suoni eccellenti, ma chi oramai non li ha? Bisogna solo vedere se alla lunga tiene. Vi terrò aggiornati. Per ora vi auguro buone vacanze.
19/7/2005
Sudoku
Se non conoscete il Sudoku è perché non leggete Repubblica e neppure il Corriere della sera, anche se oramai la famigerata griglia di nove per nove compare un po' dappertutto. LA prima volta che ne hanno parlato sulle pagine del quotidiano io non mi sono tirato indietro. E devo ammettere, dopo averne risolti molti, sia facili che difficili, che a me il Sudoku piace. Lo trovo distensivo, mi aiuta a non pensare a niente, a concentrarmi sulla soluzione del giochino e basta.
Alla lunga ho finito per elaborare un mio metodo per la soluzione ed oramai per la soluzione di uno schema di livello facile (34 caselle fisse di partenza), mi bastano i 20 minuti di tram che mi separano dal lavoro.
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