29/6/2010

Scusa e perdono

Chiedere scusa. Ti dò uno spintone sull'autobus, chiedo scusa. Ti pesto un piede nella coda alla posta, ti chiedo scusa. Ti telefono mentre sei a tavola, ti chiedo scusa. Uno chiede scusa quando crea un piccolo fastidio/danno in modo perlopiù involontario. Ecco, l'involontarietà del gesto permette di adire alle scuse, che devono quasi obbligatoriamente essere accettate. Infatti, secondo un tacito principio, chi non porge le scuse è un maleducato, chi non le accetta lo è in pari misura (anche se magari pensa "brutto stronzo, potevi fare attenzione").

Ma credo che sarete tutti d'accordo che quando si tratta di cose più grosse il concetto stesso di chiedere scusa diventa stretto. Ora va bene la povertà lessicale del linguaggio che usiamo tutti i giorni (includendo quello dei notiziari e dei giornali), ma non penso che si possa chiedere scusa per lo sterminio degli Ebrei, l'Inquisizione, l'attentato terroristico, la pedofilia, le persecuzioni politiche, l'omicidio, la catastrofe ecologica, l'appropriazione di denaro pubblico ecc ecc. Mi sembra un po' poco. Forse in casi come questo bisognerebbe chiedere il perdono.

Ma il perdono viene invocato troppo alla leggera. Io non credo in Dio, quindi non perdono. Sei tu dovevi pensare meglio alle conseguenze delle tue azioni. Ci sono cose che non si possono perdonare. Le cazzatine si possono scusare, perché involontarie. Ma per certe colpe non esiste perdono. Chi se ne è macchiato se le porterà dentro tutta la vita ed è giusto che soffra. Pure io me ne porto dentro qualcuna (intendiamoci, nulla di grave, niente che riguardi sangue oppure soldi), penso solo di aver ferito l'animo di alcune persone. Beh, non ci penso proprio a chiamarle per chieder loro perdono. Loro sono così generose che me lo accorderebbero anche, ma questo non farebbe di me una persona migliore.

Per questo non amo le religioni come il cristianesimo. Non mi piace il gioco di sponda: "rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori". Dio perdonami perché io ho perdonato. Cavoli, se stato Tu a farmi debole, vuoi non perdonarmi? Guarda, ci riesco pure io! Troppo facile caro mio. Le cose non bisogna farle e basta. A me sembra che il cristiano con questo giochetto si lava la coscienza fin troppo alla svelta. Va in cima alla montagna con la funivia. Io ammiro di più chi ci va piedi, portandosi nello zaino le proprie colpe.

Così quando alla tv sento un colpevole di qualche grave reato che chiede scusa, mi viene da ridere. Mi sembra che si metta sullo stesso piano il pestone in autobus e il petrolio nel Golfo del Messico, la macchia di caffé sul vestito con lo sterminio di massa. Quando invece sento la richiesta del perdono, mi girano le palle. Al limite il perdono lo si concede senza richiesta e chi lo concede dovrebbe sempre pensare che sta aiutando qualcuno a non farsi carico delle sue colpe.

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14/6/2010

Inno nazionale

Divampa la polemica sull'inno nazionale: al tradizionale Inno di Mameli sempre più spesso i leghisti contrappongono il Va' pensiero tratto dal Nabucco di Verdi. Per sanare questa spaccatura ho due proposte:

Rispetto all'attuale inno nazionale musicalmente non sono da meno ed essendo più brevi vengono maggiormente incontro alle esigenze televisive in occasione degli incontri sportivi.

Commenti

eldrinko (6/14/2010)

ma pimperepettennusa non annusava la patata?
non era dante lo scorreggiante che ne faceva una e poi tante?
ragguagliami ti prego!

paolo (6/18/2010)

scusa tardiva risposta. Ho sentito alcune versioni in cui pimpiripettennusa è scandito come pipiri petta e annusa. Da cui si spiegherebbe anche l'odore della patata e del pomodoro, precedentemente mangiati e assimilati (male) dal povero Pipiri. Propendo per questa origine

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8/6/2010

Componenti aggiuntivi > Disattiva

Se come me navigate con Firefox, forse non sapete quanto è facile disattivare e riattivare il plug-in di shockwave-flash (strumenti > componenti aggiuntivi > plugin). Provateci, la vostra navigazione sarà più rilassante. Basta effetto albero di natale!

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