27/6/2006

Caldo porco

Fa caldo. Fa caldo in un modo assasino. Fa caldo che ci si squaglia. Si dorme male e poco. Le zanzare prosperano. I temporali sono violenti ed imprevedibili. LA gente sclera per nulla. Non riesci ad avere attenzione dal prossimo perché è rincoglionito dal caldo. Il prossimo non riesce ad avere la tua attenzione perché sei rincoglionito dal caldo.

Ma il bello in tutto questo dove sta? Perché tutti hanno sto mito imbecille dell'estate? Perché nell'hit parade delle stagioni quasi tutti la mettono al primo posto? Che sia per quei 15 miseri giorni di ferie in località sovraffolate? Sì, ok, ma alle restanti 10 settimane (fanno 70 gg circa, 70!!!) qualcuo ci pensa?!

Fortuna qualcuno che ha squarciato il velo comincia a rivelarsi: stiamo lavorando per una anti summer league.

Vi terrò aggiornati

Commenti

el drinko (7/18/2006)

ti ricordi quando abbiamo messo la testa sotto la fontana in pieno centro di torino (p.za vittorio) perchè era luglio e faceva un caldo porchissimo. In pausa pranzo dal lavoro. Si parla di tre anni fa, o quattro, e c'erano 41 gradi!!! Lo sai che io amo farmi del male con il caldo!! a me mi piace il caldooooo!!!!!

paolo (7/18/2006)

certo che mi ricordo! che annata! per fortuna che qui c'è un'aria condizionata a manetta... un po' mi viene nostalgia della vecchia altervoxa di piazza vittorio ... lacrimuccia :'-)

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15/6/2006

tutto quello che fa male ti fa bene

Infuria il mondiale invisibile (il primo veramente a pagamento della storia di questo sport, specchio della nostra società sempre più complessa e furbetta) ed intanto è arrivata anche l'estate, ed ora la si sente anche a milano, anche se senza gli eccessi delle annate scorse. Come vi avevo anticipato in un post precedente la mia lettura degli ultimi tempi è stata tutto quello che fa male ti fa bene di steven johnson. Un saggio/rivincita per una generaziona cresciuta (rincoglionendosi, a detta dei genitori) di fronte a tv e videogiochi. Ebbene, a non andare fuori anche se c'era il sole forse avremo perso l'opportunità di farci un po' di muscoli, ma la ginnastica da joystick ci ha reso persone più intelligenti. Forse siamo meno capaci di seguire un ragionamento complesso e lungamente articolato (ad esempio la lettura di un saggio), ma a settare un videoregistratore, collegare cavetti di un hi-fi, imparare ad usare un nuovo applicativo sul pc siamo più veloci.

Insomma: non tutto quello che si pensava facesse male lo fa per davvero? Non del tutto. Per certi versi l'assoluta mancanza di contenuti etico-morali della maggior parte dei videogiochi, dei programmi tv, dei telefilm non si può assolutamente dire che sia un bene, però non è questo l'oggetto del saggio di Johnson. La complessità crescente delle strutture dei contenuti, e non i contenuti di per sé, ci ha stimolato ad essere più attenti, ci ha messo davanti prove via via più complicate da superare ed alla fine, nonostante quello che hanno sempre pensato mamma e papà, ci ha reso più intelligenti.

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1/6/2006

Editors - The back room

Sto leggendo un interessante saggio di Steven Johnson su come la cultra di massa stia diventando sempre più complessa nella struttura. Sul contenuto, dove si impunta la maggior parte delle critiche al pop in senso lato, l'autore si pronuncia abbastanza poco. Ma non è del saggio che voglio parlare, almeno non ora.

L'unico ambito a cui il ragionamento di Johnson non è applicabile è quello della musica pop. Lì la complessità è vincolata dai 3/4 minuti del formato canzone e quindi le possibilità di giocare sulla complessità vengono meno. Eppure giocando bene qualcosa si riesce a fare. C'è chi è più bravo e chi meno. Secondo me gli Editors sono bravi. Come tanti gruppi degli ultimi anni pescano a piene mani da quanto si faceva vent'anni fa: se amate Depeche Mode, i primi U2, certe cose dei Cure; allora ascoltate il loro The back room.

È vero che è un po' musica cocktail: una miscellanea di citazioni non fa una nuova originalità, però il risultato è estremamente godibile.

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