24/5/2010

A4

Ieri sera sulla A4 ascoltavo radio 24 per fedeltà, anche se Armando Torno cercava di indurmi un colpo di sonno a suon di musica sacra del '700. I programmi di musica mi abbioccano. Ho bisogno di parole, di conduttori che parlino di qualunque argomento, dal ricamo alla meditazione zen. Niente da fare, dopo le 22 nell'etere italico sembra che la musica sia obbligatoria per legge. Moglie e bimba dormono sul sedile posteriore, non posso neppure alzare troppo il volume. Fortuna che il traffico ed i sorpassi audaci degli altri automobilisti mi tengono concentrato. Venezia 65 km. Vai così, mezz'ora e sono al parcheggio. Ho fatto bene a passare "da sotto", ossia da Piacenza. Quanto è diversa la Pianura padana del sud. Con le sue colline ed i campi coltivati. Non sembra di stare neanche in Italia.

I TIR tornano in pista. Fortuna sono pochi e loro almeno occupano la corsia di destra. Sì, quella che sulle autostrade che ne hanno tre è inutilizzata perché nessuno vuole vivere il disonore della corsia di destra. Strano questo nostro paese. Strano e pieno di stronzi. Io odio fare i lampeggi quando guido. Così mi tocca spesso fare delle diagonali degne di un centravanti per passare dalla prima alla terza. Forse sarei più prudente ad infilare tutti da destra. Ma in queste occasioni mi rendo conto che per me il codice della strada ha ancora un significato, per quanto sfumato.

Per stare sveglio tengo d'occhio la temperatura esterna: 24 gradi. È tempo di azionare il condizionatore per cercare di togliere un po' di umidità dall'abitacolo.

Afa, inizia la resistenza che ci porterà fino ad ottobre. Giugno, luglio, agosto, settembre. Sempre la solita storia. Mesi inutili. Bisogna tenere duro. Lottare contro le zanzare. Contro la maglia, oppure la camicia oppure quello che è, perennemente bagnata ed incollata addosso. Contro l'abbraccio gelido di uffici e supermercati dove condizionatori aggressivi tengono una temperatura di 10/15 gradi inferiori rispetto all'esterno. Lottare contro le palpebre che cascano per un sonno ristoratore introvabile su di un materasso che pare una graticola del barbeque di ferragosto.

Uscita Venezia. Sono salvo. Il Ponte della Libertà è deserto. Tra poco pisolerò in vaporetto.

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19/5/2010

Pessimismo e fastidio

Stamattina ho portato la bimba all'asilo e mi sono reso conto che il vaporetto delle 8:30 è stipato di passeggini. Andando ad occhio siamo protagonisti di un vero e proprio baby boom. Fin troppo facile partire da lì e domandarsi: "che razza di mondo lasciamo a sti putei?".

Non so neppure perché mi è venuto istintivo scrivere lasciamo e non stiamo costruendo. Forse mi sento già sconfitto dalla storia? Da ciò che c'è alle mie spalle e che non posso fare nulla per modificare?

Ogni volta che leggo il giornale o che ascolto le notizie alla radio, la mia fiducia nel futuro di questo povero pianeta vacilla seriamente. Tutto sommato, penso, dovrei riuscire ad andarmene da questo pianeta giusto in tempo per non vedere il peggio. Quello lo lascio a mia figlia. Che a sua volta probabilmente penserà lo stesso nei confronti dei miei eventuali nipoti e via così.

Già, proprio qui volevo arrivare. La sensazione che le cose stiano andando di male in peggio è solo mia oppure è una cosa che ci accomuna tutti?

Ricordo che mia nonna non la vedeva assolutamente in questo modo. Per lei già solo il fatto di avere una casa riscaldata e di poter ogni giorno andare in un supermercato a comprare cibo era una meraviglia, una favola diventata realtà.

I miei genitori non so, forse dovrei chiedere loro.

Io invece non riesco a togliermi dalla testa che:

a livello globale a livello locale

Per reagire a questo stato di cose mi impongo dei periodi di vacanza dalla realtà. Non leggo i giornali, non guardo le notizie su internet. Frequento solo siti futili. Compro solo la Gazzetta dello sport. Ma la fine ci ricasco sempre e ogni volta la realtà mi pesa come un macigno.

Ok, io faccio la raccolta differenziata dei rifiuti ed uso le lampadine a basso consumo. Non uso quasi mai la macchina. Prima di comprare qualcosa ci penso dieci volte e poi non la compro. Wow, che consolazione. Tutto qui quello che riesco a fare? Che cos'è questo se non un nulla?

In una mattina di maggio faccio queste piccole stupide considerazioni. Ovvio che poi me ne fotto, prendo su lo zaino con il pranzo e vado a lavorare, perché tanto alla fine che cosa ci posso fare?

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18/5/2010

Perturbazione

ascoltate il nuovo mastodontico (24 brani!) lavoro dei nostri eroi su http://www.rockit.it/album/13097/perturbazione-del-nostro-tempo-rubato

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