
30/4/2010
zingaro dei monti
Ieri ho vissuto una di quelle giornate da zingaro che mi fanno apprezzare la libertà. Via! Invece che in ufficio sono andato al Tronchetto, ho rubato l'auto a mio suocero e sono andato in montagna.
Ho sistemato due cosine a casa (avevo lasciato una pentola incrostata di polenta a bagno nell'acqua 10gg fa) e poi mi sono messo a godermi le montagne.
Il Civetta ha ancora un bell'abitino di neve, anche alle esposizioni meridionali, ma ormai la quota neve è alta.
Mi fermo a fare due parole con dei 60enni scialpinisti al passo di Staulanza, si discute di condizioni del manto, sicurezza, fattibilità di alcune gite.
Passo S.Pellegrino: la primavera avanza a manetta ma a 2000 mt (almeno lì, per fortuna, c'è ancora neve!) la sensazione è ancora "marzolina". Guardo la Forca Rossa (fatta tante volte) e il passo delle Cirelle (fatto solo a piedi). Pazienza sarà per il prossimo anno.
Scendo a Moena. Due passi in paese, ma fa troppo caldo. Risalgo verso il passo Rolle e mi fermo al lago di Paneveggio. Che delusione: stanno riempiendo l'invaso e il lago praticamente non esiste. Al suo posto una voragine desolata di pietre rossastre.
Salgo a Bellamonte. E mi incammino nel bosco. Nascosta in mezzo ai Larici trovo una casetta di legno, i proprietari sono seduti in terrazza a giocare a carte. Vorrei dire loro che invidio il loro giolellino, ma tiro dritto.
Poco dopo nel silenzio del bosco mi imbatto in due esemplari di gallo forcello, che volano via in modo spettacolare.
Poco dopo una lepre guizza via da un cespuglio correndo veloce sulla neve. Salgo ancora ma ormai sono a 2000 mt e sprofondo nella neve fino al ginocchio. Il manto è molto discontinuo ma proseguire così è faticoso e pure un po' pericoloso. Torno indietro. Di fronte a me la val Cerema solca come un toboga il versante nord del Lagorai. A metà è svalangata. Pazienza, sarà per il prossimo anno.
Sinceramente, non so che cosa ci resti da fare. Anche se il meteo promette freddo per la prossima settimana.
Recupero la macchina e scendo verso Cavalese. Da lì vado sull'altopiano di Piné e scendo il Valsugana. Poi Bassano, Padova e Venezia. Totale 500 km! Arrivo a casa alle 20.15. Stanco e felice. Trovo moglie e figlia intente nei rituali della pappa. Sono felice perché vedo che se la cavano benissimo. La cosa mi è di grande conforto...
Commenti
el drinko (5/5/2010)
Sai quanto io ami il mare, ma mi fai venir voglia di andare in montagna con queste parole!
un abbraccio