
28/4/2008
Il ponte del 25 aprile
Ma perché il ponte? Che cosa univa? Mica c'erano dei giorni lavorativi da scavalcare. Il prossimo sì che sarà un ponte, perché il venerdì è lavorativo. Ma quello appena trascorso no, quello era solo un fine settimana lungo.
Cazzate? Certamente. Però si inizia da lì e presto o tardi le parole non avranno più significato.
24/4/2008
Birra coi fiocchi
Ieri sera, mentre imbottigliavo la birra, cercavo di mettere assieme i ricordi del mio rapporto con la neve. Più semplicemente, cercavo di ricordarmi tutte le gite fatte negli anni passati dal 2001, anno in cui cominciai a sbuffare sui pendii con le pelli sotto agli sci, ad oggi.
Tante. Non tanstissime ma abbastanza da non ricordarmele più. Dovrei chidere aiuto all'archivio fotografico di Francesco o del Metius o di Davide. Mettermi con loro intorno ad un tavolo, metterci sopra un calendario, dei tomini al verde, una bottiglia di barbera, le vecchie foto e gli appunti di qualche diario. Chissà se loro si sono segnati tutto oppure, esattamente come ho fatto io, hanno portato avanti qualche tentativo di ricordare le date, le compagnie, gli itinerari con troppa discontinuità.
Peccato. Mi rendo conto che se un genio della lampada comparisse dal nulla e mi desse un libriccino con le date, i percorsi ed un paio di foto per ogni gita fatta (non necessariamente solo quelle sugli sci) lo ringrazierei all'infinito. Troppo spesso mi manca l'attacco per far fluire i ricordi. Lo stimolo da cui partire per ricostruire i dettagli delle giornate passate assieme nella nebbia, sotto il sole, su neve marcia, su per i sentieri oppure seduti sulle cime a contemplare gli spazi tutto intorno a noi.
22/4/2008
Giornata della terra
Sono anni, ormai, che la giornata della terra viene accolta dai giornali come quella in cui bisogna ricordare ai loro lettori che tutto potrebbe cambiare se ci ricordassimo di spegnere gli elettrodomestici in stand-by e di fare le lavatrici a pieno carico. Mi pare poco. Troppo poco.
21/4/2008
Col Margerita
La stagione dello scialpinismo inizia quando arriva la neve e finisce quando la neve se ne va. Quella dello sci, al contrario, inizia l'8 di dicembre e finisce a Pasqua, indipendentemente dal fatto che abbia nevicato oppure no. Se ha nevicato, tanto meglio, se no, ci si inventa l'innevamento programmato.
Due concezioni del mondo opposte. Una legata alla natura, l'altra al business. Una è semplice, leggera. L'altra è pesante e necessita di strutture, di impianti, di ristoranti ed hotel. Una avvicina alla natura, l'altra forse no.
Ieri ho fatto una splendida sciata, nei pressi del Passo Valles, qualche chilometro sopra a falcade, in provincia di Belluno, al confine tra il Veneto ed il Trentino. C'era tanta splendida neve trasformata sotto agli impianti di risalita, ovviamente fermi, perché la stagione dello sci è finita.
Mentre salivamo verso la cima, io con gli sci, Claudia con le racchette, abbiamo anche visto un esemplare di pernice bianca apollaiato al sole.Poi abbiamo raggiunto uno scialpinista solitario che procedeva davanti a noi. Chiacchiera dopo chiacchiera, abbiamo fatto tutto l'itinerario assieme. Claudio conosce bene queste zone, così mi ha indicato una serie di itinerari che potrebbero essere molto interessanti in vista della tre giorni vacanziera del 25 aprile. Il massimo sarebbe farle assieme.
Per ciò che riguarda l'oggi. È stata una gita breve, godibilissima, di scarso impegno fisico. Scelta proprio perché le recenti nevicate, non ancora consolidate, mi facevano temere scariche su pendii più ripidi.
Dopo la gita scendiamo a Falcade a cercare ristoro. La cittadina è morta. Non c'è nulla di aperto. Sembra di essere sul set di un vecchio film western, mancano solo i pistoleri.
17/4/2008
Opinioni
"Di fronte alla necessità di scegliere se cambiare opinione o dimostrare che non ce n'è bisogno, quasi tutti si impegnano nella dimostrazione"
(J.K.Galbraith)
16/4/2008
Già visto
Troppi film già visti, ultimamente. Evidentemente il nuovo non paga né a livello sportivo, né a livello politico!
Allego il pensiero dell'amico Davide, immarcescibile tifoso granata:
torna per la terza volta de biasi, come berlusca, e sostituisce un walter, novellino, come l'altro walter, veltroni.non aggiungo altro.eccetto che il nostro presidente è il nano senza soldi e non quello con.
15/4/2008
Il giorno dopo...
Commenti
asso (4/16/2008)
:-? ...non so se piangere o ridere
9/4/2008
Elezioni
Manca meno di una settimana al voto edi io sto cercando di prendere una decisione. Con la caduta del governo Prodi avevo deciso che non avrei avuto pregiudizi nei confronti di nessuno, nemmeno del Berlusca. Molti amici erano rimasti stupefatti, ma poi perché? Non abbiamo più vent'anni. Il voto di idee è morto, non ci resta che il voto di convenienza. Non si vota più per un sogno, quale che sia, ma per qualche regalino: un taglio di qua, uno sgravietto di là, un bonus, due spiccioli. Ed io ero pronto a fare il salto a destra: datemi qualche convenienza ed io vi voterò.
Poi però, purtroppo, accendo la radio, leggo i giornali. E mi rendo conto che certa gente non la si può proprio votare. Non ce la faccio. Sono macchiette insopportabili. Il Berlusca che attacca la magistratura ed il Presidente della Repubblica, che rilascia dichiarazioni odoranti di aggiotaggio sul caso Alitalia, che fa il gigione con le mortadelle e le mozzarelle. Il Bossi che, con la sua penosa faccia deturpata dalla malattia, invita a prendere i fucili e torna a sbraitare di secessione dopo che con l'ultimo governo Berlusconi i suoi si erano accomodati nelle poltrone di Montecitorio con annessi e connessi. Ma prenditi tu una carrozella caro Umberto, che se ti metti a sparare in quelle condizioni lì, minimo minimo mi stendi Calderoli (e sarebbe pure un bene). Di Fini non so che dire, non ho avuto la sfortuna di incontrare la sua faccia sui quotidiani. Forse ultimamente è stato zitto: bravo Gianfranco, già solo per questo ti meriteresti un voto. Poi mi viene lo scrupolo. Faccio un giro su google news e scopro che il camerata Fini è diventato il compagno Fini e vuole dare il voto agli immigrati... sono sempre più perplesso, sempre più disorientato.
Ok, come al solito si vota a sinistra per lo scenario orrendo che offre la destra. Che faccio: insito con la sinistra estrema (ma che cos'ha di estremo? La percentuale di chachemere nei maglioni di Bertinotti?). Ma poi, anche lo fosse, non ho più l'età per credere ad un mondo migliore o a ricette magiche, non con la Cina supercapitalista da una parte e gli Stati Uniti in agonia dall'altra.
Guardo Veltroni. Puzza di politica professionale lontano un chilometro. Si filerà tutti i preti di questa terra. Però sta tentando una rimonta. Io ho sempre avuto stima di chi tenta le rimonte. Che faccio? Al momento l'alternativa è tra Veltroni e il non voto. Vediamo domenica mattina se piove o se fa sole.
2/4/2008
Blues for the red sun
Blues for the red sun è, credo, il secondo disco dei Kyuss. Ma per chi ama il rock e non si lascia spavantare dai suo versanti più oscuri, questo disco è molto di più. È il disco che segna la nascita del cosiddetto stoner rock.
La mia copia sta morendo da qualche parte, soggetta al processo di lenta ma inesorabile smagnetizzazione a cui sono soggetti i nastri delle audiocassette.
Per fortuna l'amico Beppe mi ha permesso il rimpiazzo con una copia in digitale e così ho rinfrescato un po' la memoria di questo miscuglio di sole e chitarre, di cannabis e serpenti a sonagli.
Nel calderone del rock di inizio di anni Novanta i Kyuss segnano il bivio verso l'oscurità, verso la psichedelia in chiave rock. Un percorso sotterraneo per pochi cultori, dopo che la maggior parte del pubblico, spaventata da alcuni eccessi, si era indirizzata verso cose più fruibili.
Io stesso ho ben presto abbondonato il percorso per appassionarmi a cose più solari (il Brit-Pop, soprattutto). Eppure a distanza di tempo un po' mi pento di non aver seguito di più questa rozza compagine.
Commenti
Beppe (4/15/2008)
Vuol dire che mi sono guadagnato sta mezza bira...