22/4/2004

Una barca nel bosco

Paola Mastrocola Una barca nel bosco ed. Guanda, pp.257, euro 14.50

Sentirsi marziani, ma avere tanta voglia di essere accettati. Essere disposti a rinuncaire ai propri talenti pur di sentirsi un po' più uguali agli altri. È dura per il dodicenne Gaspare Torrente abbandonare l'isola del sud italia dove è nato e cresciuto (in tutto il romanzo non ne viene mai svelato il nome, ma tanto che bisogno c'è? È l'isola. È tutto) per trasferirsi a Torino e fare il liceo.

Perché Gaspare ha un talento eccezionale per tradurre dal latino. È capace di scervellarsi per ore sul celebre scire nefas del carpe diem di Orazio, perché limitarsi a tradurre nefas con male gli pare davvero riduttivo.

Così gli anni passano e Gaspare invece di diventare un latinista d'eccezione vede progressivamente peggiorare i propri risultati. La scuola moderna insegna un latino agile flessibile. In una parola: livella verso il basso le capacità degli studenti. Se sei più bravo devi regredire.

La vicenda personale di Gaspare si mescola ad un affresco divertente ma critico dell'istruzione superiore ed universitaria italiana, di cui Gaspare rischia di rimanere vittima. Fortuna che, in occasione di uno scambio culturale, decide di abbelire in onore della bella ospite l'appartamento dove vive con mamma e zia con una pianta. È l'inizio dell'amore per le piante che lo accompagnerà per tutta la vita.

È facile farsi prendere dai ricordi mentre si legge questo libro. Io non arrivavo dall'isola, ma da un paesino decisamente provinciale. Eppure certe dinamiche già le si poteva notare. Non c'erano i cellulari, ma i fighetti c'erano già e pure gli intellettuali di sinistra e pure le compagne carine che neanche ti guardano. Differenza fondamentale: il mio prof di latino e italiano non era per nulla agile flessibile, era una carogna e basta.

http://www.infinitestorie.it/frames.speciali/FormSpeciale.asp?ID=257

Commenti

sylen (3/28/2005)

sembra una caricatura, guardate che il mondo nei licei nn è così tremendo! anche se si è dei marziani!!!

ilaria (4/14/2006)

secondo me il libro è stato molto simpatico da ogni punto di vista,xkè l autrice cerca di riprodurre una realtà k è propria di questo tempo. per me ha enfatizzato un pò troppo alcuni particolari xkè la scuola dei nostri tempi nn è così deprimente e arretrata

MaRIka (5/22/2006)

A me questo libro nn è piaciuto, nn descrive la vera vita di un liceale l'autrice del libro nn ha capito niente di noi giovani e ha detto un sacco di cose nn vere, inoltre nn da neanke un buon esempio, perchè alla fine il protagonista nn ha concluso niente, ed è rimasto da solo !!!

lascia un commento>>

3/4/2004

Che ne sarà di noi

Per fortuna mi capita ancora di andare a la cinema e di uscire insoddisfatto.

Ogni tanto ho il sospetto di essere un po' troppo di bocca buona: basta che sia un film ed io sono già contento. Mi metti un po' di attori che dialogano, qualche battuta ed io sto lì a guardarli a bocca aperta. Ma fortunatamente non è così.

L'altra sera, inoltre, me la sono proprio andata a cercare. E sono andato a vedere Che ne sarà di noi di Veronesi e Muccino.

Sapevo che era un film adolescenziale, ma sapevo pure che la critica era sufficientemente unanime nel definirlo un bel film. Insomma ero disposto a rischiare.

Ma purtroppo se si decide di raccontare la vacanza post-maturità di tre amici in un'isola greca, siamo sinceri, non è che ci si possa allontanare troppo da certi cliché. Amori impossibili, canne, alcool, spiagge, discoteche, botte.

Sono teneri sti ragazzi. Fanno venir voglia di abbracciarli, però anche di dire loro: "su adesso cresci, eh?". Basta, piantiamola di stare in spiaggia con la panza al sole e discutere di come bisognerebbe cambiare il mondo, quando poi sai già che il tuo futuro è scritto: sta là, solo che non lo vedi ancora, perché tutto sommato sono tutti ragazzi di buona famiglia.

Forse il problema è che sono troppo vecchio, troppo distante da loro per capirli. Forse è la scelta del film corale (sti ragazzi parlano tutti insieme e così non hai tempo per ascoltare bene nessuno di loro). Ma la loro inquietudine è troppo vaga, ed io, finché non si sforzano di raccontarsi un po' meglio, non ho troppa voglia di starli a sentire.

un po' di critica:
www.film.it
ww.yahoo.it
www.supereva.it
http://cinema.castlerock.it (almeno uno che ci mette del veleno, pure troppo)

Commenti

Old John (4/5/2004)

Forse è il nostro cinema che deve crescere?

Vedi l'ultima puntata di Report:

www.report.rai.it/2liv.asp?s=188

P.s. Ieri neve fantastica sopra l'Alpe Devero!

Agata (4/5/2004)

Ma non è che noi siamo già a trenta, dove vorrebbe svegliarsi Muccino Jr. e non ci ricordiamo di estati a base di amori impossibili e canne e botte (quelle in effetti no). Ma non è che un po' ci piacerebbe, giusto ogni tanto rientrare in quel coro, compagnone e problematico che erano i ns. 18 anni. Ogni tanto sinceramente sì!!!!!!!!!!!!!

paolo (4/5/2004)

giusto Agata! c'è un buona componente di ividia. Tutto quel tempo libero... avercelo ora!!!

marco (4/10/2004)

avendo (io classe '73) tra i miei amici (veri) un 18enne (classe '85) che quest'anno darà la maturità non provo nessuna invidia per la sua tenerà età, per il suo tempo libero (?). Anzi, lo vedo che fa veramente fatica e le sue giornate fatte di scuola, interrogazioni, genitori, lavoro, scelte importanti (lasciare la valle, andare a studiare da qualche parte), mi sembrano ben più pesanti delle mie. Forse l'unica cosa che invidio un po' è che per lui tante cose sono ancora da scoprire, ad esempio non è ancora andato in Grecia...

lascia un commento>>