
19/2/2004
Voglio qualcosa di nuovo, un dolce e...
...del cioccolato!
Così diceva il bambino perfettino alla mammina perfettina della pubblicità del Kinder...
E voi cosa volete invece?
Ho voglia di rinnovare tutto il sito. Non so quando troverò il tempo... ma devo, perché sto iniziando ad annoiarmi. E anche voi state iniziando ad annoiarvi.
E la noia l'è na bruta bestia...
Si accettano suggerimenti.. FATEVI SOTTO!
Commenti
MrQla (2/22/2004)
Eh, già, come mi avete spiegato te e il tuo socio Niqula c'è solo una cosa che non annoia MAI e non si trova (fortunatamente) su Infernet. Anch'io vorrei rinnovare il mio sito che è stagionato come un wiskhjy scozzese e averlo fresco come una birretta di un mese, ma oltre al lavoro ci si dedica a mille altre attività (fortunatamente) e aggiornare i siti va sempre un po' in secondo piano. Però, quando guardo la posta, ogni mattina, verso le 10, mi faccio sempre un giro qui e felicemente mi sembra di essere in contatto con un sacco di amici che sono lontani, e poi anche penso: "Chi è lo Re?". Il blog, per concludere seriamente (?) è sempre molto interessante e la possibilità che gli altri commentino anche. Viva i diari e la quotidianità raccontata!
pippi (2/24/2004)
dai potter sappiamo tutti che questo blog ti è stato concesso in modo da frenare la tua verbosità logorroica tremens. Quindi... scrivi!
marqula (2/25/2004)
è tardi e ho lavorato (?) finoadesso sono le due e leggo il commento di pippi e cioé ti volevo dire lo stesso di lei: tanto che vuoi fare amico? Scrivi un po'!
paolo (2/25/2004)
Vabé, prendo atto della vostra pigrizia! :-)
Io pensavo di fare un'home page un po' più articolata... magari dividere le gite in montagna dagli altri argomenti... e poi creare uno spazio più simile ad un blog, in cui mettere lì giusto due cosine, quando non ho tempo di dilungarmi... (ma davvero sono prolisso e verboso?!) :-&
pippi (2/26/2004)
e vai! ho trovato un link troppo utile (ok, non centra nulla, ma so che tu potter apprezzerai essendo un po' come me... no, non scemo... piuttosto...) insomma l'elenco delle hits italiane degli ultimi decenni così puoi sapere che cosa ascoltavano i tuoi quando stavi per uscire dal pancione http://www.hitparadeitalia.it/hp_week/hpwfram.htm
mitico io al terzo posto ho "mi scappa la pipì papà" di pippo franco e effettivamente è una delle prime canzoni che ricordo! grazie a dio e a potter dopo 24 anni sono uscita dal tunnel e preferisco gli air anche se "che fico che fico andare in motoscafo" del sopracitato...
guido (2/26/2004)
in riferimento al primo commento di pippi: non sapevo di avere un fratello logorroico... e dire che dei due il famoso per esserlo sono io!
paolo (3/2/2004)
...allora è meglio se non ti fai un sito ;-p
17/2/2004
Passeggiate sulla neve
sabato 14/02/04
La neve. Candida. Misteriosa. A volte pericolosa. Sempre affascinante.
Quando poi le condizioni (ultima settimana calda, nessuna precipitazione agiuntiva), ne favoriscono una veloce trasformazione, il manto diventa una crosta dura e portante. Ci si può camminare sopra senza sprofondare, sebbene il trabocchetto sia sempre in agguato... come è capitato al Pian della Mussa a Claudia, che tutt'a un tratto è sprofondata nella farina fino alla coscia ed è riuscita a venirne fuori camminando sulle code dei miei sci.
Racchette, sci da fondo, sci da alpinismo oppure anche solo scarponi: ognuno secondo le sue preferenze. Sono in tanti, almeno più di quanti mi aspetterei, quelli che salgono durante il fine settimana al Pian della Mussa oppure al Colle del Moncenisio a camminare sulla neve e a prendere il sole.
Al Pian della Mussa (raggiungibile in poco più di un'oretta da Torino, passando da Lanzo ed Ala di Stura) non si arriva ancora in macchina. Occorre fermarsi a Balme. Poi si sale lungo la strada oppure dalla pista sul versante opposto (più diretta). Al piano troviamo la bella pista da fondo e la solita, splendida vista sulla Bessanese e la Ciamarella. Decidiamo di spingerci fino al Rif città di Cirié, situato in fondo al piano in posizione lievemente rialzata. I cartelli stradali sono quasi completamente sepolti dalla neve, quelli che invece segnalano il pericolo vipere in alcuni prati, in questa situazione, fanno quasi tenerezza.
Da quest'inverno la gestione ha deciso di tenere aeperto il rifugio per tutto la stagione invernale durante i fine settimana. Mi è subito venuta una gran voglia di rifare il Ghicet di Sea... ma per oggi è più grande la voglia di assaggiare un bel piattino misto di tome della valle e di berci su un bicchiere di vino.
Riattraversiamo il piano con la pancia piena nella luce azzurrognola del tramonto e ralizziamo con gioia che alle 18 c'è ancora luce sufficiente per vedere tranquillamente i boschi.
domenica 15/02/04
Non contenti della gita di ieri, ci siamo spinti fino al Colle del Moncenisio. La giornata è limpida ma, quando parcheggiamo la macchina ai piedi delle scale (la serie di tornanti che porta alla diga), ci rendiamo conto che tira un'arietta piuttosto tagliente. Insomma, se ieri bastava avere addosso un pile per stare bene, oggi la giaccavento, i guanti ed il cappuccio sono obbligatori.
L'obiettivo che ci siamo prefissati è il Forte Variselle, che sorge su un cocuzzolo al centro della conca dominata dal lago, alla destra dello stesso. Vorrei dare a Claudia maggiori informazioni su questa spettrale ma suggestiva costruzione, ma le mie conoscenze storiche in materia sono assai scarse.
Il cortile interno del forte ci mette al riparo dal vento. Il paesaggio tutto intorno intorno a si mostra inquadrato dalle aperture delle finestre che si aprono sotto le volte ad arco che costituiscono, per così dire, il portico del forte. Anche oggi sono in tanti ad essersi spinti con le racchette fin qui, ad ammirare lo spettacolo del lago ghiacciato.
Ci godiamo il sole ed assassiniamo ciò che resta del formaggio comprato ieri a Lanzo. Peccato non avere più tempo. C'è un treno da prendere (accidenti) e la pianura ci vede ritornare troppo presto.
Vista la quantità di merenderos che durante la stagione estiva prende d'assalto questi due posti, vi consiglio di andarli a vedere nello splendore e nella quiete invernali. Un'ora o poco più di fatica che viene ampiamente ripagata.
Se volete vedere delle foto molto belle ed avere spiegazioni sulla storia dei forti del Moncesio consultate il bellissimo www.moncenisio.com
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paolo (3/2/2004)
per saperne di più sule ciaspole guardate qui: www.planetmountain.com/Lab/materiali[...]
11/2/2004
Il ritorno del re
E così siamo giunti al terzo episodio. Il re è ritornato e la saga è belle che finita. Quasi mi dispiace. Era bello avere un appuntamento fisso di anno in anno con Aragorn, Frodo, Gandalf e tutto il resto della banda. Ora le cose sono andate a posto e tutto è bene ciò che finisce bene.
Sono contetno di aver visto al cinema tutti e tre gli episodi e quasi non ho patito la durata, giudicata eccessiva da molti, di quest'ultima pellicoa. Forse aiutato in questo dall'aver scelto con gli amici di sederci in prima fila sul corridoio, in modo da poter stendere le gambe a piacimento.
E' bello sognre ad occhi aperti un mondo in cui non c'è la corrente elettrica, ma c'è la magia, che per giunta funziona pure! Non ci sono automobili ed aerei ma ci fa trasportare in giro a dorso d'aquila ed guerrieri sanno sempre dire la frase giusta prima di lanciarsi in battaglia verso morte certa e si portano addosso con nuoncuranza pesanti armature ed elmi luccicanti.
Il primo episodio della saga resta il mio preferito. In esso impariamo a conoscere i personaggi mentre Frodo prende poco a poco coscienza del suo destino. In quest'ultimo invece i giochi sono fatti, e come vera sorpresa resta solo l'esercito degli spettri non-morti (fantastico). Il mio grande vantaggio è stato di non aver mai letto il tomone: quindi, prima di vedere il film, la trama per me era in gran parte sconosciuta e mi sono evitato i fastidiosi confronti libro/film che, a quanto pare, sono d'obbligo quando si è letto un libro da cui è stato tratto un film.
Ho cumunque avuto qualche problema a non immaginarmi la comparsa sulla scena di un Abatantuono in versione Attila che va in giro a domandare: "Chi è lo re? CHI È LO RE?" oppure a non pensare "maialo setoloso" alla vista delle fauci fiammeggianti di quella specie di strano ariete cinghialiforme con cui gli orchi cercano di abbattere le porte di Minas Tirith. E pure l'esercito dei non morti a tratti mi ricordava una delle dodici fatiche di Asterix (uno dei miei cartoni preferiti in assoluto), precisamente quella in cui l'eroe gallico, in compagnia dell'inseparabile Obelix, deve trascorrere la notte in una pianura infestata dai fantasmi senza pace dei soldati romani morti in una massacrante battaglia svoltasi lì tempo prima.
In tre ore e mezzo di cinema la testa si può ben prendere qualche svago, no?
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Suarte (2/12/2004)
Vergognati!! Un ex giocatore di D&D che non ha mai letto il superbo SIGNORE DEGLI ANELLI e lo beffeggia chiamandolo "tomone". Sei proprio degno fratello di quel chierico scansafatiche di 12°livello che da altrettanti 12 anni vagabondeggia nel mio fantasy.
;-)
giallo: rollo funebre! (2/12/2004)
"al contadino no fà sapere quant'è buono l'equino colle pere!"
3/2/2004
Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte
Cristopher Boone è un ragazzo di 15 anni un po' particolare. E' affetto dalla sindrome di Asperger, una forma di autismo che gli crea enormi problemi col prossimo: non capisce le emozioni degli altri, non capisce le espresioni facciali degli altri, non capisce l'ironia; insomma, non capisce tutti quelli che sono i tratti più distintivi ed unici delle persone normali.
Frequenta una scuola speciale. Perché ha delle straordinarie capacità logico matematiche. Quando è in crisi si rilassa contando mentalmente i numeri primi oppure risolve complicate equazioni. È in grado di memorizzare senza problemi tutto ciò che gli capita sotto gli occhi ed ha una straordinaria capacità con i giochi matematici, ma paga il prezzo di queste sue doti da autentico genio con l'incapacità di sorridere e la fobia del contatto fisico con il prossimo.
Un giorno trova il cane della vicina di casa ucciso nel prato davanti alla sua abitazione. A lui piacciono i cani e quindi decide di indagare a modo suo. Ma si troverà presto davanti misteri ben più grandi, che riguardano la sua vita personale, e che metteranno in dubbio la sincerità delle persone che più gli stanno vicino.
Non fatevi ingannare dal titolo tipicamente da giallo di questo romanzo. L'elemento di indagine è molto sullo sfondo. Nelle poco più di 200 pagine del romanzo ciò che veramente diverte e rende la lettura piacevole ed intrigante (perché per fortuna è un gioco che possiamo fare a nostro piacimento e quindi interromperlo quando vogliamo) è tentare di immedesimarsi nella situazione. Entrare nella vita di quello che, per la maggior parte della gente, resterà sempre uno scemo o, al meglio, un malato di mente. Cercare di capire, ad esempio, come una stazione della metropolitana in un'ora di punta possa diventare un'incubo di caos e di rumori, ma pure un rilassante paesaggio di campagna possa essere percepito come un doloroso sovraccarico informativo, che ci costringe ad urlare per sopportare lo sforzo di quella vista.
Nel corso della vicenda Cristopher scoprirà molte cose su di sé e sulle sue capacità. Io ho scoperto (incredibilmente, visto il tema) in modo piacevole e talvolta commovente molte cose sui problemi indotti dal disagio psichico sui portatori e su tutte le persone che li circondano.
È un libro di successo (sarà anche solo una coincidenza, ma mentre lo leggevo in treno venerdì scorso, nello scompartimento è entrata una ragazza che ne aveva in mano una copia) e da cui è probabile che verrà tratto un film di successo.
Io, complice il viaggio in treno, l'ho divorato. Mi ci andava proprio dopo i problemi di digestione che avevo avuto con Whitehead...
Mark Haddon, Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, Einaudi, 16?, pp.247
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Scritch (2/4/2004)
miiiiiiiiiiiiiiiiiiiii ma se continui a scrivere tutte queste belle recensioni io mi spendo tutto lo stipendio in libri!!
il bagnino di Tumpi Beach (2/9/2004)
Sull'autismo mi viene in mente anche Oliver Sacks, e di lui avevo letto un libro veramente interessante che però non trovo più perché l'ho imprestato a qualcuno che non me l'ha più ridato, ma qualcosa tipo "un ... su Marte" e parla appunto di queste cose e anche io spesso ho pensato che ci riteniamo esseri completi, solo perché abbiamo le braccia, due e gli occhi e le orecchie al posto giusto e nessuno ci rinchiude in un ospedale ma poi in realtà come facciamo a sapere se ci manca qualcosa di più profondo? Come scrive Lodoli, "abbiamo bisogno di due mani e ci troviamo con due pugni". Anche mi viene in mente "il villagio dei ciechi" di H.G. Wells, dove uno che ci vede cerca di spiegare a gente che non ha mai visto cosa sia vedere con gli occhi. Il corpo e la cabeza, la chiave per leggere ciò che ci circonda, e a volte basta una piccola variazione per avere una sensibilità completamente diversa ma non per questo meno intensa, anzi!
Guido (2/16/2004)
Ciao "bagnino" ... il titolo completo dovrebbe essere "Un antropologo su Marte-Sette racconti paradossali" edito da Adelphi.
Non che sia importante, ma volevo essere un po' presente su questo siiito.
Saluti a tutti!!
Davide (10/27/2006)
IO ho lettoil libro...e mi è sembrato carino ma il fatto è che nn so scrivere la recensione...