
25/10/2006
pupe, secchioni ed altre catastrofi
La mattina a volte ascolto caffelatte su RMC. Per chi non lo sapesse è un programma che si occupa perlopiù di gossip ed altre cagate simili, in particolar modo tengono dietro a tutto quello che succede la sera prima nei vari reality. Immaginatevi il livello.
Capita che talvolta leggano qualche notizia che esula dai soliti temi, ad esempio oggi hanno citato il Living planet report 2006 del wwf. Secondo il Livin planet report (vedi articolo sul corriere) le risorse del nostro pianeta si stanno rapidamente esaurendo e il futuro da qui a 50 anni rischia di essere piuttosto buio. Non mi dilungo sui contenuti del report (potete trovarli tranuqillamente in internet). Quello che mi ha tristemente divertito era l'atteggiamento dei due dj nei confronti di questa notizia: "speriamo che siano i soliti catastrofisti, già, sì speriamo... ma ora parliamo della pupa e il secchione...", argomento di grande attualità su cui si sono dilungati per i 20 min successivi della trasmissione.
Insomma, non si sa che cosa pensare di questi argomenti, così grandi che si preferisce guardare da un'altra parte. Tanto che si può fare? Si ha tutti la consapevolezza di non poterci fare nulla, o meglio, ci si autoconvince che tanto nel nostro piccolo non siamo in grado di fare nulla.
Però parlarne non farebbe male. Ma è un po' come parlare dei morti. Si sa che sono morti e parlarne ci rattrista. Allo stesso modo si sa che queste profezie non sono troppo lontane dalla realtà. Meglio non parlarne, tanto sappiamo tutti che dobbiamo fare una brutta fine e allora è meglio occuparsi delle tette della pupa e della goffaggine del secchione, chissà che tra quei secchioni non salti fuori qualcuno in grado di alleviare il nostro pianeta da qualcuna delle sue pene.
24/10/2006
Lo mejor de la Mano negra
Ci sono certe cose del passato che quando ritornano danno immenso piacere. È una cosa puramente emozionale, ma proprio per questo è particolarmente intensa. Sarà che sto invecchiando e che ormai vedo in prospettiva i mei vent'anni, ma questo disco è splendido anche se i Mano negra per voi non significano nulla.
Ok, ho confessato la mia parzialità nella questione. Sono praticamente cresciuto con i pezzi di questo allegro rullo compressore. Un rullo che sulla sua strada metteva sotto di tutto: ska, reggae, rock, rockabilly, musica etnica, samba e chi più ne ha più ne metta. Un gruppo che non sapeva che farsene di 5 minuti per un pezzo: sono sempre partiti in quarta i Mano negra, in cinque minuti loro di pezzi ne fanno stare due, e se ci stanno ancora un po' larghi ti infilano il Mano negra's theme, giusto per scatenare il pogo ancora per un minutino.
Ora il buon Manu Chao senza il resto della band non è che un fantasma. Al contrario nelle 25 tracce che compongono questo Lo mejor de la mano negra è il folletto animatore della più curiosa rock band mai nata in territorio francese.
La potenza dei Mano negra emerge ancora di più nelle sedici tracce del live che costituisce il volume due del disco.
Se volete fare i pistini e dirmi che questo disco è uscito un anno fa, non posso che ammettere il ritardo. Ma il vostro ritardo, se non avete mai ascoltato questa band, è sicuramente più grave e meno scusabile del mio. :-)
Commenti
manu (10/27/2006)
piccolo consiglio del quale probabilmente non hai bisogno... Ska-P band spagnola nata nel 1994 e purtroppo sciolta nel 2005... se ti interessa lo Ska ed il sociale, direi una band molto interessante...
6/10/2006
L'era del porco
Se continua così, al buon Thomas dovrò erigere un monumento. Secondo consiglio di lettura e secondo centro. L'era del porco di Gianluca Morozzi mi era stato presentato dal Thomas come un libro da piegarsi dal ridere. Lo è. Lo è proprio.
Lajos, soprannome che si merita per una vaga somiglianza con un calciatore del Bologna di anni fa (Detari, ve lo ricordate?), è un giovane aspirante scrittore che campa con lavoretti part time ad orari assurdi e, soprattutto, grazie all'assegno degli alimenti del padre, scrittore di fama fuggito da figlio e moglie anni addietro.
Insomma, è ben instradato su quelle che (stando al suo dire) sono le strade della dannazione: scrittura, musica (sotto forma di scalcinatissimo gruppo rock, di cui è chitarrista) e amore per una donna folle (Elettra). A casua di quest'ultima inizia a lanciarsi in unsa serie di avventure tragicomiche sullo sfondo di una Bologna marginale ma spassosa, popolata da personaggi caricaturali ma deliziosi. A cominciare dall'Orrido, superamico motociclista dal fisico possente, dalle capacità amatorie illimitate ed insaziabili e dalla cultura raffinata; proseguire con la Betty, divoratrice di maschi per vendetta dei torti subiti in gioventù e finire con... Paul McCartney in persona.
Morozzi racconta con una penna così felice e leggera che ho letto il libro in quattro giorni nei soli ritagli di tempo della colazione e del tardo dopocena. I riferimenti sono tutti quelli della nostra generazione. Dagli smashing pumpkins a thor ed i vendicatori, senza dimenticare star wars e karate kid.
Nulla di particolarmente raffinato o impegnato, la risata ti esplode sulle labbra dopo che per due pagine il sorrisino ti si è dipinto sulla faccia. Una risata un po' grassa e spesso sboccata, ma tanto meglio così, avevo veramente bisogno di leggere per il gusto di scappare.