
20/1/2009
La povera Eluana
Se sono 17 anni che vegeta attaccata ad una macchina, perché sui giornali mettono sempre e solo le foto di lei sorridente 18 anni fa?! Perché non ci fanno vedere come č ora? O meglio, la condizione in cui ormai si trova da 17 anni?
13/1/2009
Genova per noi...
9/1/2009
Superski
Stamattina a colazione stavo sfogliando il catalogo di Dolomiti Superski, il megaconsorzio che raccoglie tutte le località sciistiche delle Dolomiti. Le mappe a tre dimensioni con la dislocazione degli impianti sono molto dettagliate, e questo mi è molto comodo, perché si vede chiaramente dove impianti non ce ne sono e quindi c'è la montagna libera come piace a me. Dove invece è pieno di righine (le risalite) so che , almeno fino a chiusura impianti avvenuta, non c'è niente di interessante.
Quello che mi ha colpito sono le fotografie. Il catalogo mostra immagini di isolamento e solitudine, nevi intonse, una coppia che si gode beata il bagno in una vasca termale, un'altra coppia che si affaccia da una capanna di legno col viso sognante rivolto verso il sole.
Non una foto che rappresenti un impianto di risalita. Non una che faccia vedere una seggiovia o una cabina che risale attaccata al suo cavo. Non un tornello di accesso o un checkpoint dello skipass, non un bar sulle piste. Non un cannone sparaneve e neppure un gatto delle nevi.
Eppure sono queste ultime le cose che i signori di Dolomiti Superski vendono: impianti di risalita, piste battute e bar sulle piste. È come se in un catalogo di automobili, non ci fosse neppure un modello, ma solo paesaggi remoti ed idillici, che il pių delle volte prioprio con la macchina non si possono raggiungere. I signori sanno che in ciò che vendono non c'è poesia, tuttalpiù un servizio pių o meno efficiente a seconda dell'afflusso, e l'eccitata euforia di un sabato pomeriggio allo stadio, fatta di urla, richiami, schiamazzi, code, risate e panini insipidi scaldati male.
La poesia della montagna d'inverno è fatta di paesini isolati e tranquilli, nevi libere non ancora tracciate su cui sognare i propri itinerari, e la sera il caminetto acceso circondati dalle persone che più si ama. E anche chi si compra il casino di un'affollata domenica pomeriggio sulle piste ha bisogno di sognare quesete cose, mentre si accinge all'ennesima coda per salire sulla seggiovia.
8/1/2009
Tentazioni
La tentazione di scrivere un titolo tipo "anno nuovo, problemi vecchi" è forte. Giusto per iniziare il 2009 sui sentieri collaudati della lagnanza.
Un'alternativa potrebbe essere parlare dei dischi, libri film dello scorso anno che mi sono piaciuti di più, ma purtroppo sono andato pochissimo al cinema, ho letto perlopiù libri molto più vecchi e da quando non lavoro più nella grande tv musicale non sono neppure aggiornato sulle nuove uscite discografiche. Dunque pure in quest'ultimo ambito sono tornato ai soliti, logori ascolti.
Insomma, non sapendo che fare, lascio che l'anno inizi così, senza bilanci e senza lagnanze e magari mi metto un po' sotto col lavoro, che quello, in questi tempi di crisi (concedetemi questa piccola nota lagnosa) non guasta mai.