29/1/2014

Gennaio!

Beh al lago Volaia ci sono poi stato in una giornata che doveva anche essere soleggiata, stando al meteo. Purtroppo ho camminato sotto una cappa di nuvole tutto il dì, con il vento freddo che mi sferzava la faccia. Pazienza. Ci si potrebbe tornare con gli sci, anche se temo l'intensa aratura nel canale che porta al lago. Fino ad oggi ho già fatto 5 gite con gli sci, una delle quali eccezionale su vicino al Picco di Vallandro, le altre mediamente discrete, ma purtroppo tutte troppo tracciate. Tanti, troppi praticanti oppure troppa poca fantasia? Una via di mezzo.

La Forcella del Cristallo ed il Giavo Grande non credo sia mai possibile trovarle pulite: troppo famose.

La settimana di vacanza a Molini di Tures (BZ) è stata veramente valida: un ottimo compromesso tra le mie esigenze e quelle della famiglia. Il 'mal di Alto Adige' che ne è conseguito (si manifesta come desiderio morboso di tornarci ogni volta che se ne presenti la possiilità) è tuttora vivo.

Ora occorre darsi da fare e cercare di capire dove sia meglio puntare le punte degli sci, ma temo che la quota neve alta abia combinato discreti pasticci: insomma non sarà facile trovare neve bella.

Mi piacerebbe anche cimentarmi nuovamente con lo slittino, ma non mi vedo a partire direttamente da Venezia per andare ...solo a slittare.

Sabato scorso sono infine tornato in uno dei miei luoghi prediletti. Forse è il mio luogo prediletto: il rifugio Serot in Valsugana. C'è qualcosa in quelle cime arrotondate e piene di sole che me le fa amare particolarmente. Forse la scoperta di quei luoghi quando oramai ero rassegnato a vivere di canaloni dolomitici (che sono stupendi, sia ben chiaro, ma non sempre si ha voglia di salire tra ristrette pareti, tra pinnacoli di roccia incombenti) mi ha rivelato che a due ore da Venezia avevo ... uno spicchio di Piemonte (non me ne vogliano i Trentini, ma alla fine dei conti il confronto coi luoghi nativi è quasi inevitabile). In realtà da quando ho iniziato a frequentare il gruppo montuoso del Lagorai, ho scoperto qualcosa di ancora più particolare. Ma sarà argomento di qualche testo futuro.

Insomma la salita all'Hoabonti è in assoluto una delle mie favorite. Dà il meglio con la neve trasformata e quindi è meglio aspettare almeno la fine di febbraio, ma non ho saputo resistere: troppa voglia di sole. La dieta a base di croste era messa in conto.

lascia un commento>>

11/11/2013

Autunno dolomitico

Scusate l'assenza, ma tra il birrificio e il sito www.rifugiaperti.it di tempo ne rimane davvero poco. Troppe parole sono rimaste nella mia testa negli ultimi mesi e non c'è mai stato il tempo di condividere qualche riflessione. Pazienza, rimediamo oggi.

Ho una gran voglia di fami un giro autunnale per montagne e così metto la fantasia all'opera. Requisito fondamentale: versante Sud per non battere le brocche. Altitudine non oltre i 2500, ma anche meno. E come al solito, luogo inesplorato raggiungibile in giornata da Venezia. Non facile ormai, avendo girato quasi tutto il girabile della fascia sud delle Dolomiti.

Continuo ad avere in testa la Carnia, ed in particolar modo il lago Volaia, dalle parti del Coglians. Ma non vorrei che intubasse troppa aria. Così provo ad immaginare qualche alternativa. Vorrei anche andare in esplorazione di nuove gite con gli sci, anche se come attività lascia il tempo che trova, visto che poi la neve (potere magico) cambia tutto. Se poi penso che in un posto ci andrò con gli sci, allora la voglia viene anche un po' meno: tanto vale aspettare la neve. Insomma la scelta non è facile, neanche un po'. Intanto aspettiamo il bollettino delle 13.

lascia un commento>>

3/5/2013

Firn 2013

Ho tolto le pile dall'arva. Come a dire: la stagione per me è chiusa. Ho vissuto due weekend di splendore primaverile come non mi capitava da tempo. La due giorni del firn nel Lagorai è stata la più inattesa: l'Hoabonti con il firn è indimenticabile... quei 50 metri di pappetta nel tratto più ripido sotto la croce sono un prezzo da pagare quasi inevitabile... ma la parte alta è stata assolutamente fenomenale. E poi giù le ultime curve fino al rifugio Serot Guardate le foto. Il Lagorai sta veramente diventando il mio posto preferito per andare con le pelli, ne sono completamente innamorato. Lascio volentieri le Dolomiti ai gruppi organizzati ed alle torme di tutine agguerrite ed iperprestazionali. Questa morbida vetta della Valsugana offre una gita da 850 metri circa (e già quelli per cui se non fai almeno 1000 mt non la considerano gita storceranno il naso), un autentico mordi e fuggi. Parti presto, torni presto ed alle 10 ti bevi la prima birra. Io sono partito tardi per gli standard della primavera: erano le 8.30 circa. Sono rimasto super ospite, nonché unico, al Rifugio Serot fino alle 16, ho preso il sole, ho fatto chiacchiere coi simpaticissimi gestori.

Poi con calma olimpica ho raggiunto il Sat Laogorai. Un fantastico albergo economico nel cuore della Val Campelle, al centro di una conca a 1400 mt da cui partono una buona dozzina di itinerari. Così il mattino dopo dopo aver fatto colazione alle 7.30 ero già sci ai piedi (la prossima volta tuttavia mi farò lasciare la colazione pronta: un'ora in più mi sarebbe proprio servita) e risalgo la carrareccia del passo Cinque Croci che presto abbandonerò per puntare verso il panoramico Passo di Val Cion. Una lieve copertura nuvolosa mi agevola e ritarda la fusione del manto, ottimamente rigelato nella notte. Nessuno in giro, punto verso Cima Lagorai. La salita dopo un traverso slavinoso è una fantastica successione di morbidi ripiani, solo il finale è una rampa piuttosto ripida, dove giungo dopo 4 ore di salita quando il sole ha bucato le nuvole e il manto è un po' troppo cedevole. Pazienza, sarà per la prossima volta. La discesa è bellissima comunque, nonostante la ripellata per tornare al passo di Val Cion.

Il 25 aprile si chiude alla grande con la salita a Punta Oberettes, sopra Maso Corto in val Senales. Per la prima volta nella stagione tento una salita di 1400 e passa mt di dislivello. Arrivo al deposito sci (la sella ai piedi della cima) stanco morto. Con qualche sbuffo salgo fino in vetta (la salita è splendidamente gradinata e la neve non è ghiacciata), ma ne vale la pena: la vista sulla Palla Bianca accende la fantasia. La discesa è più continua di quelle del Lagorai, quindi molto più appagante. Nonostante siano le 11 non sfonda mai. A 2300 mt mi infilo sulla pista che scende da Lazaun e sulla pappa arrivo a maso corto. Top della stagione.

Il giorno dopo è nuvolo fin dal primo mattino. Alle 6.30 risalgo fino alla Lazaun Hutte, poi visto che non peggiora punto verso il ghiacciaio superiore. La salita è molto diretta e alle 10 sono al passo: non si vede nulla. Spello e scendo: neve molto buona tolto che per il tratto ripido subito sotto il ghiacciaio, dove è un po' spappolosa. Il finale fino alla Hutte riserva ancora grande divertimento. Giunto al punto di ristoro aspetto moglie e figlia che arrivao in seggiovia e mi gusto un piatto di uova e speck scolandomi la prima birra. Sono le 10.30.

Neve ce n'è ncora, ma fa sempre caldo, il tempo è capriccioso e le notti non sono mai serene abbastanza da garantire un buon rigelo. Forse la cosa migliore è tenersi le belle sensazioni di questo mese di aprile, ringraziare per i due micro sprazzi di sole che ho saputo cogliere ed aspettare che si possa iniziare a scalare. Bello. Una buona stagione partita malino ma finita alla grande. Un buon mix di esplorazione (Val d'Ultimo, val Senales, Val Tagliamento, Catinaccio) e conferme (principalmente il Lagorai). Resta da mettere a posto il Pastronezze (sarà per il prossimo inverno) e la Cima di Lagorai e quella del Vento in valle Aurina (la prossima primavera).

lascia un commento>>